Topless in spiaggia: lo accettereste dalla vostra ragazza?
L’estate continua e il caldo è costante e la voglia di prendere il sole in maniera quasi integrale, ma anche quella di farsi guardare e ammirare, spinge molte ragazze a sfoggiare il topless. Non di rado assistiamo anche nelle spiagge italiane (dato che all’estero l’essere sulla spiaggia senza reggiseno è una cosa molto più praticata che da noi, essendo, talvolta, radicata nella cultura del posto) allo sfoggio di seni in bella vista, alla ricerca dei caldi raggi del sole per evitare per quell’antiestetico segno dell’abbronzatura che non permette di indossare certi tipi di vestiti. Se la ragazza, o la donna, che pratica il topless è single o non accompagnata, allora tutto va bene. Ma se si trattasse della vostra ragazza, allora come reagireste?
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E’ giusto sbirciare il Facebook del proprio partner?
Spesso capita che due partner condividano, oltre che una bellissima storia d'amore, anche un computer, dal quale si connettono ciascuno al proprio profilo di Facebook, per controllare la posta, parlare con gli amici, vedere e caricare nuove foto delle loro belle serate passate insieme ma anche in compagnia di amici e amiche. Quindi non è raro che il partner possa dimenticarsi, sbadatamente, di uscire dal proprio profilo e magari andare a letto o, più semplicemente, a farsi una doccia, noncurante del fatto di essere ancora online.
Cosa fare allora? La tentazione è sicuramente forte: tutti, forse, siamo tentati dal sapere cosa potrebbe nascondere il partner tra i suoi messaggi di posta privata. Ma è giusto sbirciare l'account del proprio compagno a sua insaputa? Dipende da molti fattori: primo fra tutti la fiducia che ciascuno di noi ripone nel proprio compagno. Se vi fidate ciecamente di lui o di lei, allora la tentazione non vi verrà o comunque sarà solo una semplice curiosità innocente, alla quale non dovreste cedere per rispettare la fiducia che riponete nel partner.
Se, invece, avete qualche sentore, qualche piccolo sospetto, magari qualche insicurezza data dal fatto che il vostro compagno o la vostra compagna passano troppo tempo davanti al pc, allora, forse, prima di andare a invadere la privacy altrui dovreste avere il coraggio di dirlo al diretto interessato in tutta questa storia, che potrebbe essere solo frutto della vostra immaginazione.
A questo punto, se non otterrete una risposta convincente, allora vi potreste trovare dinanzi a un bivio: clikkare o non clikkare, tanto bastano solo pochi istanti perché vi compaia dinanzi agli occhi la lista dei messaggi ricevuti e inviati da e ai propri contatti. A quel punto, a voi la scelta. Un avvertimento, però, nel caso non doveste trovare nulla di sospetto, dovreste provare vergogna e dire tutto al vostro partner.
Love is in the “net”…
L'amore non è più tanto nel aria come sul web, e molti dei rapporti nati on line sono arrivati a matrimoni, a divorzi e sono accettati socialmente, lontani ormai dalla idea di sfigati e persone disperate di tanti anni fa.
Uno studio fatto da Pew Internet e American Life Project ha fato vedere che il 62% degli americani che hanno avuto relazioni con persone conosciute tramite internet hanno una valutzione positiva e che 3 su ogni 4 single negli Stati Uniti ha cercato qualche volta l'amore su internet.
La gran maggioranza dice comunque di non cercare coppia o amici, ma persone con cui condividere idee o paure e poi quello che deve accadere accadrà ...
La metà delle persone dicono di non avere mai incontrato di presenza le persone con cui hanno qualche tipo di rapporto via internet, anche se le probabilità di sucesso nel diventare un rapporto "reale" è ben alto, sono molti a vedere nel mondo virtuale il posto perfetto per le ilusioni egli amori platonici.
Concentrazione “virtuale” per una democrazia vera e participativa. 22 Maggio
La finalità di questo evento è reunire in internet il maggior numero di persone che hanno in comune il Desiderio di una Democrazia più reale, partecipativa ed una política di maggior qualità in vista delle prossime elezioni spagnole del 22 maggio e, successivamente, in quelle future. Questo movimento è completamente compatibile con quello in strada. = ) É un modo di radunarsi senza problemi di orari o distanze, basta con premeré il tasto "partecipo " nel gruppo creato nel facebook con questo scopo.
Siamo delle persone normalli, non importa l’orientamento politico… Ci concentriamo attraverso internet per pretendere, in vista delle prossime elezioni del 22 di maggio, una Democrazia reale e partecipativa. Perchè non vogliamo: 1. Politici corrotti e partiti che si mostrano impassibili di fronte alla corruzione interna agli stesi. 2. Politici che si gridano come se il Parlamento fosse un circo. 3. Politici che se dedicano ad accusare l’opposizione dei problemi per attribuirsi a se stessi gli esiti positivi (perche il paese è formato dai cittadini, non solo da loro). 4. Politici che ci parlano come se fossimo stupidi e e manipolano gli interessi pubblici a sua convenienza. 5. Politici codardi che se sottomettono davanti alle banche quando si “evaporano” millardi di euro per inversioni fraudulente ed esigono che le persone correnti paghino i loro debiti, senza peraltro che nessun responsabile finanziario sia stato giudicato. 6. Politici che non siano disposti, a lavorare con altri politici di maniera costruttiva e considerare che la Spagna sia composta da persone con diversi pensieri. 7. Politici che non fomentino la partecipazione diretta dei citadini per prendere le decisioni (le tecnologie dell’informazione che fanno questa possibilità ogni giorno più reale). 8. Politici che si dimenticano che il potere che ricevono gli viene dato dalle comuni persone e il cui primo obbligo è ascoltarle e obbedire a loro. 9. Politici che non difendano lo Stato (che siamo tutti noi) e il dritto all’educazione, la sanità, il lavoro e la casa in condizione giuste. 10. Politici che percorrano la Spagna in cerca di voti una settimana prima delle elezioni per rimanere quattro anni facendo quello che fanno i politici dal punto 1 al punto 9. Che i Signori politici eletti il 22 di maggio, sappiano quello che non vogliamo! Ieri sono stati l’Irlanda e la Grecia. Oggi è il Portogallo. Domani non vogliamo che sia la Spagna quella che per ipotecare il suo futuro debba pagare Frodi bancarie