Devo paragonarti a una giornata estiva?
Devo paragonarti a una giornata estiva?
Tu sei più incantevole e mite.
Impetuosi venti scuotono le tenere gemme di maggio
e il corso dell’estate è fin troppo breve.
Talvolta troppo caldo splende l’occhio del cielo
e spesso il suo aureo volto è offuscato,
e ogni bellezza col tempo perde il suo fulgore,
sciupata dal caso o dal corso mutevole della natura.
Ma la tua estate non sfiorirà,
né perderai possesso della tua bellezza;
né morte si vanterà di coprirti con la sua ombra,
poiché tu cresci nel tempo in versi eterni.
Finché uomini respirano e occhi vedono,
vivranno questi miei versi, e daranno vita a te.
William Shakespeare

Incontrissimi.com
28 Febbraio 2008 alle 16:15
Io son come Mercuzio
tra Cauleti e Montecchi:
risibile figura,
incolpevole vittima,
trastullo della sorte
capricciosa e maligna
che, pur nella sciagura, mi sorride
con grazie ambigue ed allettanti inviti.
Cerca, mi dice, oh, cerca di vivere
alla giornata, non disperare.
Basta a ogni giorno il suo male.
Chi mi parla così? Chi m’ha in balia?
Chi della Provvidenza prende aspetto
nella mia vita?
Un demone o Dio?
Oh, misera mia vita fortunosa.
Mai ebbi Ventura
se non nella disgrazia,
nessuna gioia potei delibare
senza veleno.
Ho da temere il meglio,
ch’è nemico del bene.
E solo nel maltempo è la mia speme.
V. Cardarelli
altre poesie su
http://www.amoreepsiche.it/
4 Agosto 2008 alle 15:15
molto carine tutte e due le poesie…