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Devo paragonarti a una giornata estiva?

Devo paragonarti a una giornata estiva?
Tu sei più incantevole e mite.
Impetuosi venti scuotono le tenere gemme di maggio
e il corso dell’estate è fin troppo breve.
Talvolta troppo caldo splende l’occhio del cielo
e spesso il suo aureo volto è offuscato,
e ogni bellezza col tempo perde il suo fulgore,
sciupata dal caso o dal corso mutevole della natura.
Ma la tua estate non sfiorirà,
né perderai possesso della tua bellezza;
né morte si vanterà di coprirti con la sua ombra,
poiché tu cresci nel tempo in versi eterni.
Finché uomini respirano e occhi vedono,
vivranno questi miei versi, e daranno vita a te.
William Shakespeare

1 Commento a “Devo paragonarti a una giornata estiva?”

  1. INFO scrive:

    Io son come Mercuzio
    tra Cauleti e Montecchi:
    risibile figura,
    incolpevole vittima,
    trastullo della sorte
    capricciosa e maligna
    che, pur nella sciagura, mi sorride
    con grazie ambigue ed allettanti inviti.
    Cerca, mi dice, oh, cerca di vivere
    alla giornata, non disperare.
    Basta a ogni giorno il suo male.
    Chi mi parla così? Chi m’ha in balia?
    Chi della Provvidenza prende aspetto
    nella mia vita?
    Un demone o Dio?
    Oh, misera mia vita fortunosa.
    Mai ebbi Ventura
    se non nella disgrazia,
    nessuna gioia potei delibare
    senza veleno.
    Ho da temere il meglio,
    ch’è nemico del bene.
    E solo nel maltempo è la mia speme.
    V. Cardarelli

    altre poesie su
    http://www.amoreepsiche.it/

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