Sul Conoscersi
Osserviamo come alla radice della nascita di molti rapporti ci sia comunque una necessaria falsità che già mina le fondamenta.
Ora a puro titolo di diletto vediamo un po’ cosa succede nel luogo dove tutti vanno per “conoscere”: la discoteca. Dopo una vita passata nei locali posso proporvi come luogo di studio dell’animale umano immerso nel contesto sociale la discoteca “di tendenza” o “da fighi”. La parata all’inizio serata dei “ma quanto son figo” è seconda solo a quella delle “ce l’ ho solo io e lo sanno tutti”.
La tristezza delle facce (quelle poche prive di cocaina o altri stimolanti vari) è seconda solo alle poverette che mezze nude e per niente divertite ballano in dei punti rialzati del locale. Non ho mai capito dove sta il piacere di guardare una poverina triste che balla tutta sola ma sembra che faccia molto “figo”. Sopratutto stimola la fantasia dei maschietti... per fortuna non sanno cosa queste "cubiste" pensano di loro.
La lei di turno ha passato la sera a guardarsi allo specchio per arrivare il mezzo alla “bella gente” magari con qualche “amica” e poter urlare a tutti “ce l’ ho solo io; si vede chiaramente.. non c’è dubbio … mi state guardando tutti!… ma statemi lontano perché io sono troppo figa per voi”. Questa poverina destinata a non essere proprio considerata da nessuno tranne da qualche ignorante come lei (che è veramente una persona oscena) finisce con assoluta regolarità ad andare a casa sola come è arrivata. Di solito sono veramente sole, di bassa qualità d’animo e seriamente depresse. Sono l’immagine della tristezza anche perché vedere quel “ben di Dio” buttato via in una testa così è proprio un peccato... (...)
Il bello di questi ambienti è che la logica comune di malcagamento è fortemente condizionante. Chiunque viene immerso in questi ambienti riceve una tal carica di negatività e di tristezza che diventa subito parte integrante dell’ambiente. Chiunque immerso in un contesto di facce scostanti assume un atteggiamento scostante.
E questo dovrebbe essere il posto dove conoscersi? Quei pochi che riescono a superare le barriere della tristezza devono comunque fare i conti con lo schema sociale dell’approccio.
Cosa dobbiamo pensare che ne esca???? Siamo messi bene!"