Coppie di fatto: le stime dell’ Eurispes
Le trasformazioni delle strutture familiari e sociali hanno scalfito il primato del modello di coppia coniugata con figli, a favore di una crescita esponenziale di nuove forme di living arrangement, come le coppie di fatto – più che raddoppiate in un solo decennio, passando da 227mila a 555mila (1993-2003). L’Eurispes stima che nel 2006 il numero delle coppie di fatto salirà a quasi 700.000, con un incremento percentuale del 24,3%.
MATRIMONIO: QUANDO LEI È PIÙ GRANDE DI LUI.
Un aspetto curioso e totalmente nuovo nella tradizione del matrimonio in Italia è quello dell’aumento delle unioni in cui la sposa è di età maggiore rispetto allo sposo. Questo fenomeno si registra soprattutto nelle grandi città. Solo a Roma i matrimoni di questo tipo sono aumentati dell’1,6% nel periodo compreso tra il 1999 e il 2003. Sposa della stessa età dello sposo o addirittura di qualche anno più grande? Non è più un tabù, anzi la fetta di matrimoni di questo tipo è destinata ad aumentare. Ad oggi più del 30% delle coppie non ha nella sposa il coniuge più giovane.
Più in generale, in Italia si è verificato un netto calo delle unioni matrimoniali: ben 146.697 in meno in poco più di 40 anni. Inoltre, si è quasi dimezzato il numero di matrimoni per 1.000 abitanti (tasso di nuzialità), che è sceso da 8 a 4,3. Nel nostro Paese ci si sposa meno che nel resto d’Europa e, infatti, il tasso di nuzialità nostrano è fra i più bassi (4,5), al di sotto della media Ue (4,7) e ben lontano da nazioni quali Grecia (5,3), Portogallo (5,1) e Spagna (5).
Le famiglie multiculturali, con almeno un componente straniero, sono quasi triplicate in un decennio. Nel 2003 ben un matrimonio su 10 ha almeno uno straniero fra i coniugi.
In dieci anni i giovani adulti tra i 25 e i 34 anni ancora residenti nella famiglia di origine sono cresciuti dal 26 al 35%, mentre i loro coetanei in coppia con figli sono crollati dal 42 al 28%.
Nel 2003 i divorzi e le separazioni sono stati più di 124.000. Quasi un matrimonio su due è destinato a “rompersi” nel giro di pochi anni, una media impressionante che testimonia la profonda crisi di questa istituzione. Nel 2001 12.888 divorziate si sono risposate: il numero delle donne sposate è in crescita dal 1995 e aumenta quasi allo stesso modo anche quello degli uomini risposati, a testimonianza del fatto che molte dopo il divorzio riescono a ricostruirsi una nuova vita famigliare.
Nel 2003 le famiglie ricostituite (quelle in cui almeno uno dei partner proviene da un precedente matrimonio) sono state 724.000.
Si giunge più tardi a pronunciare il fatidico sì. In 6 anni l’età in cui si contrae il primo matrimonio aumenta in modo quasi analogo per maschi e femmine (rispettivamente +1,7 e +1,6 anni). Se non si registrerà una inversione di tendenza, nei prossimi anni i genitori italiani dovranno rassegnarsi a vedere prolungata la permanenza dei propri figli in casa ben oltre la soglia dei 30 anni.
LE TUTTO-FARE NON RINUNCIANO ALLA BELLEZZA.
Mamme, mogli, lavoratrici. Ma se la società attuale attribuisce alla bellezza esteriore un valore imprescindibile, ecco che le donne si adeguano. Sempre più “belle ad ogni costo” non rinunciano ai prodotti ed ai trattamenti di bellezza più sofisticati, alla palestra, alle diete drastiche e, perché no, ad un intervento miracoloso.
Un donna spende per le creme per il viso dai 3,5 ai 30 euro, per quelle rassodanti dai 12 ai 40 euro, per quelle anti-cellulite dai 15 ai 45 euro. Mediamente per voce del bilancio “bellezza e cura per il corpo” una famiglia spende dai 300 ai 350 euro al mese. Se questi prodotti si acquistano almeno ogni due mesi, ogni membro della famiglia destina dai 40 ai 50 euro al mese all’attività sportiva frequentando una palestra.
Il fatturato del settore cosmetico è cresciuto ancora nel 2005 (2,7%), anche se l’incremento maggiore si è registrato per le esportazioni (6,5%). Questo dato appare particolarmente significativo, in quanto in una fase recessiva che colpisce l’industria e l’economia generale del Paese, un comparto produttivo, qual è quello dei cosmetici, risulta costantemente in crescita.
La spesa da sostenere per mantenersi in forma aumenta se si decide di associare l’uso delle creme e delle lozioni con i trattamenti in istituti di bellezza. Nei centri estetici si spendono dai 70 a 120 euro per ciascun trattamento e dai 30 ai 60 euro per un massaggio.
Non risparmia neanche chi sceglie di dimagrire senza chiudersi in una clinica di bellezza. Infatti il menù dietetico a base di verdura, proteine, frutta, comporta ogni mese un aumento del 40% della spesa che abitualmente si sostiene per l’alimentazione.
Tuttavia, la spesa più consistente rimane quella sostenuta da chi ricorre alla chirurgia estetica. Per eliminare le borse sotto gli occhi (blefaroplastica), ad esempio, si pagano dai 2.500 ai 3.500 euro, per ridurre (mastoplastica riduttiva) o incrementare (mastoplastica additiva) il seno servono dai 5.000 ai 7.000 euro, per la liposuzione dai 2.500 ai 5.000 euro, per il mini lifting dai 3.000 ai 5.000 euro, per far scomparire le macchie del viso dai 1.500 ai 4.000 euro, per i filler e il botulino, che permettono di distendere le rughe intorno alla bocca e agli occhi, dai 250 ai 500 euro a trattamento. Il Sistema sanitario nazionale non copre le spese relative agli interventi e ai trattamenti estetici, che quindi incidono completamente sul budget familiare.
Fonte: primadanoi.it