Da fidanzati s’impara a vivere il matrimonio
Parole come “matrimonio”, “marito” e “moglie”, “fidanzamento” sono quasi scomparse dal linguaggio imperante nei grandi mezzi di comunicazione di massa, sostituite da “convivenze”, “compagno”, “partner”, “ragazzo” e via dicendo.
Al di là di parole che sembrano desuete, ma che richiamano a valori che non mutano, permane tuttavia la realtà delle cose: i giovani continuano ad amarsi, a sposarsi, a mettere al mondo figli, a guardare al futuro.
Così la Chiesa italiana, ancora una volta, attraverso un prezioso sussidio, Celebrare il mistero grande dell’amore, torna su questo tema fondamentale, nella consapevolezza che non bastava, come è avvenuto nel 2004, proporre un nuovo rito del matrimonio, più agile e insieme più vicino alla sensibilità contemporanea, ma occorreva collocare la celebrazione in un cammino più lungo, come quello che comincia assai prima, negli anni del fidanzamento, e continua assai dopo, attraverso lo svolgersi della vita coniugale.
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