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La sicurezza di sè.

Spesso ho visto uomini insignificanti vicino a belle ragazze. A volte erano laidi e con i capelli unti, eppure erano in compagnia di donne bellissime. Dove stanno tutte queste doti misteriose che funzionano da calamita nei confronti delle femmine?

L’immaginario maschile individua la risposta nella presenza di individui superdotati, di uomini con un carisma naturale o roba simile. No! La verità sta altrove!
Non siamo in presenza di fenomeni da baraccone, ma di fronte ad una dote dell’animo che si chiama sicurezza di sé.
Chi é sicuro di sé ha queste convinzioni:
-crede nell’esito positivo delle sue imprese;
- é temerario(sprezzante del pericolo);
-non teme la concorrenza degli altri maschi.
Sono tre convinzioni che lo rendono vincente, ma c’é una quarta convinzione che gli serve a non far crollare la sua ferrea struttura mentale in caso di insuccesso:
-sminuire le sconfitte ed enfatizzare le vittorie.
Questa quarta convinzione lo aiuta a ridicolizzare tutte le volte che ha fatto buca.
E’ importantissimo questo processo mentale di riduzione significativa e di svilimento qualificativo e quantitativo dell’evento negativo, perché esso non fa crollare le certezze del sicuro di sé. Nella mente di un sicuro di sé una seduzione andata a male é un evento che non fa letteratura, viene ricordato solo per correggere la mira le volte successive. Al contrario, nella mente di un insicuro l’insuccesso viene depositato in memoria e gli viene dato un significato universale del tipo: “Lei non mi ha voluto, nessuna donna mi vuole!” Così cade nella disperazione più cupa e spesso comincia ad odiare le donne. Il suo atteggiamento insicuro lo allontana emotivamente dal successo. Diventa timido, impacciato, privo di energia e convinto di non piacere alle donne .Con il loro atteggiamento di distacco nei suoi confronti tale convinzione si rafforza. Così l’ingranaggio lo schiaccia e non riesce più a trovare la via d’uscita.
L’iniziativa con le donne, invece di essere energica e convinta, diventa una serie di piccoli tentativi esplorativi fatti senza molta convinzione e naturalmente l’insuccesso arriva puntuale a riconfermare le sue teorie finché non smette di lottare chiudendosi a riccio in una ritirata strategica come un leone malconcio che si lecca le ferite.
Magari é un bel ragazzo, con tutte le qualità per piacere a chissà quante donne e si comporta come il mostro di Notrêdame.
Agisce come un cane bastonato e passa di rifiuto in rifiuto, di insuccesso in insuccesso. Ad un certo punto l’energia residua lo fa avere degli scatti di orgoglio: parte alla carica convinto di riuscirci, ma i suoi strumenti di penetrazione psicologica sono tarati, le argomentazioni poco convincenti. Un tipo del genere tende a riempire una donna di complimenti per ingraziarsela, ma calcando troppo la mano fa insorgere la convinzione nella testa di lei che si tratti di volgari bugie per adularla ed alla prima apertura mentale nei suoi confronti si sostituisce una sostanziale diffidenza. La cavalcata della disperazione si trasforma in un’altra immane tragedia come la lotta disperata di chi caduto nelle sabbie mobili si dimena per uscirne, ma alla fine muovendosi troppo accelera il suo sprofondare sino alla sua repentina morte. L’individuo diventa allora apatico, inattivo, non fa più tentativi per evitare di avere altre sofferenze come chi avvicinatosi troppo al fuoco fino ad ustionarsi, dopo lo evita con grande timore. Chi legge questo testo é molto probabile che si trovi in questa situazione o sia sulla strada di arrivarci. Prima di dare foga al mio spiegare le strategie vincenti per sedurre, é molto importante capire come uscire da questo stato di fatto o come risalire la china prima di ritrovarsi in tale situazione.

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