blog amore parliamo d'amore

12feb/060

Cura dell’insicurezza di sè.

Ci sono casi così gravi come quello descritto nel precedente paragrafo che sembrano tanto patologici da essere ritenuti incurabili.
E’ una terribile convinzione del soggetto che la sua situazione sia irreversibile, ma i fatti non stanno proprio così. Può succedere che da solo non riesca a tirarsi fuori dalle sabbie mobili, ma con i consigli di questo libro ce la farà.

In genere, la persona che soffre di questo problema tende a volerlo risolvere trovandosi una ragazza, ma la cura che intraprende funziona come la chemioterapia con il cancro, invece di sanarlo, spesso aggrava la malattia ancora di più indebolendo un fisico già provato. Il problema é molto grave perché é di tipo relazionale: l’insicurezza genera depressione, incostanza, in altre parole non fa vivere bene.
Il rapporto con il mondo spesso diventa conflittuale, fatto non di collaborazione, ma di sopraffazione. Così diventa un personaggio cattivo, losco, pieno di odio, freddo, antipatico, ma questa é solo la crosta esterna. Sotto rimane la dolcezza, la sensibilità, l’amore, la voglia di vivere comunque e nonostante tutto. Nella vita ci sono tante cose belle, che se non ci fossero trasformerebbero la nostra esistenza in un calvario.
Aveva ragione quello scrittore che parlando della macchina del tempo diceva che se qualcuno fosse andato indietro nel tempo fino all’epoca in cui é vissuta la prima farfalla e l’avesse uccisa, i nazisti avrebbero vinto la Seconda Guerra Mondiale.
Chi si fissa su un problema esistenziale si mette i paraocchi come l’hanno i cavalli: non vede le belle cose della quotidianità, non vede quando é bello il sole!
Ingigantisce il problema, ne fa una questione di vita o di morte. Come si interviene?
Il problema va sminuito, ridicolizzato, va scaricato di tutte le valenze universali che gli sono state date. Certo, non si può rendere sicuro di sé un insicuro da un giorno all’altro: ci vuole un periodo di decantazione del vecchiume che in lui si é depositato ed in cui prende atto un processo continuo di rivalutazione personale: per piacere agli altri, basta che piacciamo a noi stessi!
Un viaggio nell’ego é fondamentale in questa fase . Si deve ritornare indietro nel tempo all’epoca in cui il soggetto per la prima volta si piantò nella testa la convinzione di non piacere alle donne, così che possa ritrovare se stesso e non il relitto umano che é attualmente. Si deve andare all’origine del male per esorcizzarlo definitivamente. Il suo problema non sono le donne, ma il suo modo di concepire il suo rapporto con le donne e con il mondo intero. E’ questo modo di concepire tale rapporto che genera il suo comportamento sbagliato, padre delle sue lacrime e delle sue frustrazioni. Il suo problema é un’idea sbagliata, piantata come un chiodo fisso nella sua mente. Può sembrare assurdo che tutti i guai di una persona possano insorgere a causa di un’idea, ma non sappiamo alcune cose.
Le idee autodistruttive si autoalimentano in quanto sono nate per un fatto negativo iniziale che le ha generate. Esse vengono poi rafforzate dagli insuccessi della vita. La vita di chi le ha é come l’agitarsi di una mosca nella tela di un ragno.
Per eliminarle si deve fare concettualmente tabula rasa di esse. Vanno smontate una per una e sostituite da idee rivalutative di se stessi. In questa fase essere un po' narcisi fa al caso. Solo riprogrammandovi il cervello, che in sostanza é un supercomputer, si può poi parlare di sedurre e di scienza delle sedurre: una scienza creata al culto della vita e della sua propagazione cromosomica.
La seduzione per simili soggetti deve cominciare solo dopo tale processo di riprogrammazione, quando gli umori distruttivi sono stati eliminati ed esorcizzati. Si tratta di ripulire la stalla dopo che ci sono passati i buoi. Solo quando sarà lucida come uno specchio, ovvero quando la nave avrà riempito la santabarbara si potrà parlare di seduzione.
Un soggetto attualmente in stato depresso-frustrativo ha poche speranze di risolvere il suo problema cercando di sedurre. Cadrà negli stessi errori tecnici e strategici delle volte precedenti: non sarà sicuro di sé, fallirà inesorabilmente. Nella piccola ipotesi di successo si ritroverà con una donna mantide ed all’interno della coppia sarà la parte che ama di più e che di più soffrirà in caso di separazione. In genere, in questi casi é sempre lei a lasciarlo, perché lui vede quella donna come una boa di salvataggio: perderla lo riprecipiterebbe nell’inferno in cui era vissuto prima di conoscerla. Un’ottima soluzione é il ricorso al sesso mercenario, che può essere un efficace strumento terapeutico nella fase di transizione a patto che si frequenti sempre la stessa donna per un po' di tempo e che tale via di fuga non surroghi definitivamente la priorità di trovarsi una propria donna.
Tale strumento é più efficace di una psicoterapia perché fa riacquistare l’elasticità mentale a chi é rimasto da solo per chissà quanto tempo.

Inserito in: Senza categoria Lascia un commento
Commenti (0) Trackback (0)

Ancora nessun commento.


Leave a comment

* Copy this password:

* Type or paste password here:

1,549 Spam Comments Blocked so far by Spam Free Wordpress

Ancora nessun trackback.